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sabato 5 gennaio 2013

Silver linings



E' stato un anno difficile e strano, quello che viene ve lo dico tra dodici mesi com'era, al momento ho sospeso le previsioni.

La capra è silente, il blog langue pertanto non aspettatevi granché, per un po'.

Devo ringraziare un sacco di gente: una certa quantità di persone che passa il tempo a curare altre persone in un posto che somiglia molto ad un aeroporto, e mio fratello che più fratello di così non si poteva proprio, e quelli che hanno aspettato fuori, che mi hanno tenuto la mano, che mi hanno fatta ridere, e persino uno così pazzo da propormi un nuovo, bellissimo lavoro nel bel mezzo di questo gran casino.

C'è un proverbio inglese che recita: every cloud has a silver lining. Un bordo d'argento.
Io non lo so. Forse.

Quanto a me, anch'io sono qui per l'amore. Sono seduta, aspetto.
Buon anno, amici della capra.

Credit
Questa è la versione live di Sono qui per l'amore di Ligabue, ripresa dal concerto all'Arena di Verona, 2008. Il brano fa parte del lavoro Nome e cognome, 2005. L'integrale del concerto è pubblicata in Sette notti in arena, 2009.

domenica 28 ottobre 2012

Dove si sta, davvero

Gli esami non finiscono mai.

Respira. Trattieni il respiro.
Girati. Ora da questa parte. Di qui.
Aspetta, ora l'ago. Siediti.
Stenditi. Ora ti metto i sensori.

Non fa male, no.
Ferma. Sei bravissima.
Ora ti farà male.

C'è un esatto preciso istante in cui capisci che l'unica cosa possibile è non essere lì.

Quindi hai qualche frazione di secondo mentre il corpo si strappa per correre in un altrove che sia il miglior posto in cui sei stato da che hai memoria.

E' così che, di recente, io sto spesso davanti a una culla dall'altra parte di un vetro, verso le sette di un mattino di marzo, e in una piazza di Milano in un pomeriggio di gennaio, durante una sommossa.

venerdì 6 luglio 2012

Alba magica

Si alza sempre lenta come un tempo l'alba magica in collina.

C'è questo scienziato che si chiama Higgs.
48 anni fa ha ipotizzato, più o meno, che la massa di tutte le cose è determinata dal fatto che le particelle nuotano in una specie di melassa con la quale fanno attrito, e che appunto conferisce loro massa. Questa melassa è fatta di una particella piccolissima che si chiama bosone di Higgs.
Poi, per tutto questo tempo, ha aspettato che la sua ipotesi venisse confermata. In tutti questi anni, si sarà ben chiesto se sarebbe successo in tempo.
Ha dichiarato anche che ha avuto diversi anni in cui non aveva idea di cosa fare, e che dopo aver provato a dedicarsi alla matematica si era reso conto di essere già troppo vecchio per imparare tutte quelle cose che non sapeva.
Adesso ha 86 anni e ieri, in un'aula del CERN di Ginevra, gli scienziati che passano il loro tempo nel cuore della montagna a far scontrare particelle hanno detto che il bosone di Higgs esiste davvero, e che l'hanno trovato.
Di fronte alla standing ovation in quell'aula, il professor Higgs ha tirato fuori il fazzoletto, e ha pianto un po'.
Vi posto questi trentasei secondi di video, perchè valgono una vita, e un Nobel.

In tema di sogni, non fate di testa vostra, datemi retta e portatevi in vacanza Pesca al salmone nello Yemen di Paul Torday, Elliot, e Eureka Street di Robert McLiam Wilson, Fazi.
In tema di vecchietti indomiti, sono veramente imperdibili quelli di Marco Malvaldi (e no, non studiano fisica, prevalentemente giocano a briscola).

domenica 11 maggio 2008

Chagall, il chèvre e i trucchi di radianza


Lo so, dovrei partire da Chagall.
La cultura chassidica, la reverie e quant'altro.
Quanto si divertivano nello shtetl di Vitebsk prima che cominciassero a sterminare gli ebrei un'altra volta.

Ma invece mi viene in mente il chèvre, nel senso del fromage. Col miele.

Il che praticamente è lo stesso della capra che suona il violino, è tutto quanto serve per sentire la felicità che frulla - qualcosa che non c'entra, che in principio non doveva essere lì.

Se ne potrebbe fare un elenco, delle cose che non c'entrano fra loro e generano piccoli miracoli per tutti i giorni.
Trucchi di radianza, li chiamava Sylvia Plath che un giorno, ovviamente prima di infilare la testa nel forno con successo, scriveva:

Miracles occur.
If you care to call those spasmodic
Tricks of radiance
Miracles.
The wait's begun again,

The long wait for the angel,

For that rare, random descent.

Ecco, anche la lunga attesa dell'angelo non è male. E' sorprendente che a parlarci dei trucchi sia stata la Plath, così come che sia stata Virginia Woolf, un po' prima di buttarsi a fiume - con successo, inutile dirlo - a lasciarci un'altra piccola grazia con violino, l'idea rivoluzionaria e felice di una stanza tutta per sè.

Linko le foto perchè così le guardate in faccia, queste due creature.
Ho messo due foto di loro da giovani e belle.
Di Virginia si diceva che, come spesso per le donne molto intelligenti, poteva essere molto bella o molto brutta, secondo i giorni. Qui in alto, secondo me, è bellissima e moderna.