La prima volta che ho visto Lisbona stavo per fare una grandissima cazzata. Della cazzata medesima faceva parte anche l'esserci, a Lisbona, e molto di quello che ne seguì quell'anno.
Somigliava molto al bere un qualche tipo di amaro calice: sapevo che ne avrei visto il fondo abbastanza velocemente, se fossi stata fortunata, ed ero piuttosto decisa - come quasi sempre, nel bene e nel male - ad accelerare le cose.
Era maggio, e a maggio a Lisbona fiorisce la jacaranda. Nuvole viola molto, molto belle.
L'albergo si affacciava dal castello sui tetti della città e sul mare, e in altre circostanze sarebbe stato un rifugio romantico, l'Alfama lì sotto sfoggiava la sera le sue luttuose cantanti di fado.
Ci sono posti che sono casa da subito, che scendi dall'aereo e i passi ti vanno in automatico.
Dopo un minuto o due hai un posto nel quale ti senti a casa, un baretto preferito per farci colazione leggendo il giornale - non mi ricorderò mai come si chiamasse, ma c'è stata una vita nella quale la mattina leggevo Repubblica, guardavo la Madeleine al sole lì di fronte oltre i vetri e sorseggiavo molto lentamente un café au lait.
Da grande, io sono a casa a Londra. E a New York. Che ve lo dico a fare, lì mi vengono subito delle abitudini.
A Londra per esempio abito di preferenza in Belgravia, e lì ho il mio pub. A New York non mi sognerei mai di abitare fuori Downtown - meglio se nel Lower East Side, e verso le 7 di sera il mio preferito per il Gimlet è decisamente il Café Orlin di St Marks Place.
This is not my place. A Lisbona ci sono tornata solo perchè l'UCP amato non c'era mai stato.
Sole così limpido che qui non ce l'abbiamo, e vento di mare.
"Somiglia a Genova" ha detto lui, che sa fare le sintesi.
"Anche a Trieste", mi ci sono attaccata io - "quel genere un po' finis terrae".
Lì di base guardano un sacco il panorama, verso il mare e cioè verso un intero oceano: infatti hanno un sacco di miradouros. Il miradouro è un belvedere, i più belli sono piastrellati di antichi azulejos e hanno un bar dove ordini vinho verde o sangria e stai lì a guardare, alla fin fine, il nulla. Molto portoghese, molto saudade.
Valgono il viaggio: un appartamento meraviglioso nella Baixa, una cena in Alfama (ma senza fado), la collezione Gulbenkian, i pasteis de nata, e vabbé, pure lo shopping al Chiado.
Valgono (sempre) il viaggio: volare, tornare.
Credits
Solo perchè dubito di recarmi tanto presto in Portogallo, vi squaderno qui gli indirizzi del cuore.
Datemi retta, affittate un appartamento da urlo da BaixaHouse, e affidatevi alle cure di Sonia e Tania, e delle gentili signore che vi faranno trovare il frigorifero pieno di cose buone per la colazione del giorno dopo e il pane fresco in un sacchetto di lino bianco appeso fuori dalla vostra porta la mattina. Sarete vicini a tutto.
Andate a piedi a cena da Pateo13 in Alfama, sotto il cielo di Lisbona, per queso e sardinhas asadas con vinho verde, tutto magnifico.
Per un brunch sotto casa, La Boulangerie sarà perfetta. La domenica si pranza (con la sangria) in uno dei ristorantini di Belem.
Comprate tonno e sardine in scatola da Conservieira de Lisboa: è praticamente sotto casa e il vostro pacchetto avvolto amorevolmente con la carta marroncina e lo spago vi darà una soddifazione che non vi dico.
Da Manuel Tavares in Praça da Figueroa (al Rossio, ma sempre a 3 minuti da casa) comprate il chorizo e il Porto, e lì di fianco c'è la Confeitaria Nacional che sforna pasteis de nata superbi, imperdibili.
Più buoni li fa solo Pasteis de Belem, ma lì ci dovete andare con l'autobus (ma fate di meglio, affittate uno scooter): e già che ci siete, a Belem, non perdetevi il chiostro manuelino del Monasterio dos Jeronimos, e state (molto) attenti ai borseggiatori.
Fate il vostro bravo giro sul tram 28 che attraversa tutta la città vecchia: la fermata, che ve lo dico a fare, è fuori dal portone di casa.
Infine: andate a vedere la collezione Gulbenkian, e ne rimarrete incantati.
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martedì 24 luglio 2012
Lisbona
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sabato 5 novembre 2011
Un sogno d'oro e di fumo
Sentite che meraviglia Albert Camus:
"Mi piace camminare per la città, di sera, riscaldato dal ginepro. Cammino per notti intere, sogno o parlo a me stesso interminabilmente...D'altrone questo paese mi ispira: amo questo popolo brulicante sui marciapiedi, incuneato in un piccolo spazio di case e d'acqua, circondato dalle brume, da terre fredde e dal mare fumante come la liscivia. L'amo perchè è doppio. E' qui ed è altrove. Ma sì!...Camminano vicino a noi, è vero, eppure guardate dov'è la loro testa: nella bruma di neon, di ginepro e di menta che cala dalle insegne rosse e verdi. L'Olanda è un sogno, signore, un sogno d'oro e di fumo, più fumoso di giorno, più dorato di notte, e di notte e di giorno questo sogno è popolato da Lohengrin come questi, che sfilano sognanti sulle loro biciclette nere dagli alti manubri, cigni funebri che girano senza sosta in tutto il paese, intorno ai mari, lungo i canali. Sognano, con la testa nelle loro nubi ramate, girano in tondo, pregano, sonnambuli, nell'incenso dorato della bruma, non ci sono già più. Sono ormai a migliaia di chilometri, partiti verso Giava, l'isola lontana. Pregano quelle divinità sghignazzanti dell'Indonesia di cui si sono adornati le vetrine e che errano in questo momento sopra di noi, prima di appollaiarsi, come scimmie sontuose, sulle insegne e le pensiline delle scale, per ricordare a questi coloni nostalgici che l'Olanda non è soltanto l'Europa dei mercanti ma il mare, il mare che porta a Cipango e a quelle isole dove gli uomino muoiono pazzi e felici".
Infatti, siccome sta arrivando Natale, noi ci andiamo.
Credits
Amavo tanto questo testo di Camus già quando, da ragazzina, leggevo in francese La chute, 1956.
E' molto probabile che l'edizione italiana che girava per casa allora fosse quella di Garzanti del 1975, ma voi adesso potete godervela con l'edizione Bompiani del 1980 (non ha di sicuro lo stesso fascino, in compenso la trovate da amazon e da ibs).
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sabato 20 agosto 2011
Meltemi
Che ve lo dico a fare, quest'isola è perfetta.
Brulla, brullissima. Un sasso cicladico sbattuto giù nell’Egeo, una chora quasi-roccaforte con tre incantevoli piazzette alberate che si susseguono protette dal vento.
Piccole chiese ortodosse candide gettate ovunque sulle pietraie e tra gli sterpi, e il monastero che domina su tutto.
Un porto dove si va a vedere un bellissimo nulla, che non ci sono quasi barche attraccate, e qualche giorno quando il meltemi soffia forte nemmeno i traghetti partono o arrivano. Se non partono, si resta.
Anche le reti stanno tra i venti, vanno e vengono come forsennate, fornendo irraggiungibilità insperata.
E anche la casa è tra i venti, in alto sulla montagna.
Si vede tutto. La chora in basso, il monastero di fronte, il mare e le isole intorno. L'alba dal letto, il tramonto dalla terrazza.
Il mio letto è una nave, ma sul serio: certe notti il meltemi solleva tutto, casa e terrazzo e sedie e tavoli e letto, e la capra se ne va bellamente in giro per l’aria che sembra l'apprendista stregone.
Quanto al resto, ovvero le cose che pensano, e quelle strane e anche magiche che accadono con questo vento, non son davvero cose che riguardino voi ragazzi.
Credits
Se volete affittare una casa da queste parti, scrivete a Flavio e non ve ne pentirete.
Se volete vedere la crisi greca ad Atene, dormite al Fresh, che ha una piscina fantastica sul tetto con vista Acropoli, o all'Ochre&Brown, delizioso e in posizione strategica anche per lo shopping.Già che guardate la crisi greca e fate shopping a Ermou, non perdetevi le due sedi del Benaki, e ne rimarrete incantati.
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sabato 18 dicembre 2010
Keeping the night out
Sì che ve lo racconto, delle madonne normanne al Met, del Messiah di Haendel in St Thomas, della Starry Night, e degli strawberry Cosmopolitan nei bistrot francesi del Lower. E dei taxi presi al volo, del bruch domenicale da Veselka, degli scoiattoli, del fatto che Manhattan dopotutto è un'isola, e dei sandaletti di Anthropologie, sì.
E anche dei party di Natale. Ma non adesso.
Adesso, è ora di accendere candele per tenere lontana la notte.
Credit
Those Christmas Lights
Light up the street
Maybe they bring here back to me
Then all my troubles will be gone
Oh Christmas Lights keep shining on
Christmas lights dei Coldplay la potete scaricare a 1,29 € da itunes. Il video è stato girato il 25 Novembre a Londra, e sul tubo trovate pure il making of, doveste avere strane fantasie su Chris Martin.Light up the street
Maybe they bring here back to me
Then all my troubles will be gone
Oh Christmas Lights keep shining on
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martedì 17 agosto 2010
Magnifique
"C'est magnifique, hein?".
Le francesi viaggiano en famille; le italiane rigorosamente col fidanzato. Abbigliate a qualunque ora come fossero a mezzanotte in Viale Ceccarini, e il tacco dodici e la cavigliera e il trucco e la mini.
D'ordinanza, sempre vagamente incazzate: partono in coppia, che da noi fa ancora status, ma poi non si divertono.
Ho sentito uno che diceva mogio: eh, ma sei sempre arrabbiata con me.
Accomodati tesoro, ce n'é dei plotoni.
Le inglesine sono con le amiche, e loro sì che si divertono: bevono come marinai e si innamorano dei baristi greci.
Le greche, invece, sono bionde tinte.
E sì, è magnifico.
Sembra la Capri della Grecia, ha commentato l'UCP con una sua certa qual aria di scandalo.
E' convinto di essere un uomo di gusti semplici e rudi, del genere basta uno scoglio; poi passa a elencare con elegante distacco che nella casa dell'estate ci dev'essere l'aria condizionata (soffre il caldo), e la rete e lo spazio adeguato (deve scrivere, lui).
Quando vola si lamenta degli aeroporti, quando atterra dei ritardi e del caldo africano, in generale nella vita del fatto di non essere sul Falzarego o tra i pratoni dell'Armentarola.
Dopo tre giorni, scorrazza seminudo e sciamannato per l'isola sul precario scooter greco.
Il resto è mare, retsina, greek salad - e capra che balla il sirtaki di Zorba.
Questa casa da cui vi scrivo ha la grazia di uno dei panorami più belli del mondo.
All'alba e al tramonto tutta l'isola diventa rosa.
Le voci, la musica tra le case bianche giungono come sussurri solamente verso l'ora di cena.
La sera, le luci sulla scogliera si accendono come benedizioni.
Le francesi viaggiano en famille; le italiane rigorosamente col fidanzato. Abbigliate a qualunque ora come fossero a mezzanotte in Viale Ceccarini, e il tacco dodici e la cavigliera e il trucco e la mini.
D'ordinanza, sempre vagamente incazzate: partono in coppia, che da noi fa ancora status, ma poi non si divertono.
Ho sentito uno che diceva mogio: eh, ma sei sempre arrabbiata con me.
Accomodati tesoro, ce n'é dei plotoni.
Le inglesine sono con le amiche, e loro sì che si divertono: bevono come marinai e si innamorano dei baristi greci.
Le greche, invece, sono bionde tinte.
E sì, è magnifico.
Sembra la Capri della Grecia, ha commentato l'UCP con una sua certa qual aria di scandalo.
E' convinto di essere un uomo di gusti semplici e rudi, del genere basta uno scoglio; poi passa a elencare con elegante distacco che nella casa dell'estate ci dev'essere l'aria condizionata (soffre il caldo), e la rete e lo spazio adeguato (deve scrivere, lui).
Quando vola si lamenta degli aeroporti, quando atterra dei ritardi e del caldo africano, in generale nella vita del fatto di non essere sul Falzarego o tra i pratoni dell'Armentarola.
Dopo tre giorni, scorrazza seminudo e sciamannato per l'isola sul precario scooter greco.
Il resto è mare, retsina, greek salad - e capra che balla il sirtaki di Zorba.
Questa casa da cui vi scrivo ha la grazia di uno dei panorami più belli del mondo.
All'alba e al tramonto tutta l'isola diventa rosa.
Le voci, la musica tra le case bianche giungono come sussurri solamente verso l'ora di cena.
La sera, le luci sulla scogliera si accendono come benedizioni.
domenica 8 agosto 2010
Priceless
Una moleskine a fogli color burro un po' duri, per le idee, i colori, i ritagli.
Carta, matite, forbici, colla.
Uno sketchbook nuovo per l'estate: non ha prezzo.
Carta, matite, forbici, colla.
Uno sketchbook nuovo per l'estate: non ha prezzo.
mercoledì 2 dicembre 2009
domenica 21 giugno 2009
Lamùri
(Avendo una barca, non potrebbe chiamarsi altro che The golden goat.)
Nemmeno sotto tortura nominerò l'isola, ma posso fare la lista delle cose.
La nave, che è un bellissimo viaggio nel viaggio, e una camera con vista, e la terrazza a mare per cena, e i giorni di sole come solo giugno li fa da quelle parti, e il mare in amore al tramonto dal molo vecchio.
Stellate di una bellezza imbarazzante, e il buio nelle stradine, la notte.
Le cassatelle di ricotta del panificio, e le alici, le sarde e il tonno del pesciaiolo, che insieme al trancio rilascia la ricetta acconcia, e il maialino cotto al forno con le erbe di lì.
La pasta e la farina e il pane dal sapore più dolce del mondo.
Il pontile, e i libri, e mostri marini con cui lottare di tanto in tanto.
E Tata, che ha traslocato da Garlasco all'isola, undici anni fa, e da allora non si sogna nemmeno di tornare.
E i giornali, ma solo se ordinati per tempo a Chiara del caffé Tramontana, e solo se arriva l'aliscafo.
Gabbiani dappertutto, e sentieri in costa ripidi e profumati.
Guest star: il Lamùri del Conte Tasca, e l'amùri dell'uomo che pensa.
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giovedì 11 giugno 2009
venerdì 8 maggio 2009
Trekking

Il bosco è misto, il sentiero a volte erto, panorami che non aspetti e scarpate.
Ma lo ami, in un attimo.
Credits
Maggio, esterno giorno, penombra.
Camera con vista mare.
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