mercoledì 9 settembre 2009

Stay hungry, stay foolish


Non è nuovo questo discorso, ma Steve Jobs è tornato, e che classe. E qui.
Mike invece non torna, ma vale lo stesso.
Stay hungry, stay foolish, Mike.

venerdì 28 agosto 2009

Villa Villacolle

Non posso trattenermi: ma a Villa Villacolle, dove minchia erano tutti gli adulti?

Terrae motus

Zero preamboli: Rumiz è in giro. Per terremoti.

Praticamente, è andato a Pantelleria e di lì risalito su per le faglie della penisola.

Da un venti giorni è piantato tra la Sila, le Serre e la profonda Lucania. Di questo passo, contando l'Abruzzo e il Friuli, mi sta in giro fino a Natale.

Dunque mentre la Terra girava, c'è stato tempo per una cenetta sotto le stelle della Plaka, per il sole che tramonta su Telendos, per i preziosi libri sul '700 di Benedetta Craveri, per Norma che ha occhi e sorriso magici, e via di greek salad e moussaka e baby fish e thyme honey.

L'UCP ha abbandonato certi coltissimi tomi per Barney e la trilogia completa di Millennium (qui, l'ho perso circa di vista per un quattro cinque giorni), ha arrampicato e nuotato e scritto mentre io mi sono smaltata le unghie (YSL, Cuir d'or).

Non avete idea di quanto sia fantastico avere accanto un intellettuale, potete sviluppare il vostro lato sciampista senza remore.

Silvio, d'altra parte, è riuscito a fare delle rovine de L'Aquila un set per il G8 (che vergogna, che imbarazzo), a inventarsi di sana pianta (vecchio geniaccio del marketing) un G8 per l'ambiente (?) da tenere a La Maddalena, per giustificare lo scempio già compiuto in vista del G8 poi trasferito a L'Aquila, infine a fare causa a Repubblica per le 10 domande con le quali con pazienza certosina e sistematica Ezio Mauro lo tormenta da mesi. Il PD (ossigeno, ossigeno! lo stiamo perdendo! carica!) è insorto. Insomma, si fa per dire, è insortino, via.

Veltroni ha scritto un libro, e colto l'occasione per dire che non è tutta colpa di Silvio, ma anche della dirigenza PD, il che se non erro ci porta a se stesso medesimo, ma in modo sfumato eh.

Nella corsa alla segreteria, Marino è già affossato, e vincerà Bersani (si sa già, è come Sanremo).

La Serracchiani, delle volte vi domandaste con ansia che fa, è abbronzata, ma francamente non è che adesso essere abbronzati basta per tutto eh.

mercoledì 22 luglio 2009

Questioni personali

E' una vecchia storia, non posso trattenermi/1

Silvio non usa il preservativo. Peccato.

Mi riferisco a ONE, un fantastico progetto sviluppato a partire da UK da Duncan Goose con la sua Global Ethics.

E' venuto a raccontarci quel che fa una mattina all'ora del breakfast, a Londra, e mi sono innamorata di tutto, sentite qua.





Duncan ha realizzato un modello di azienda praticamente rivoluzionario, che silenziosamente sradica il capitalismo inteso in senso tradizionale .

One persegue senza mezzi termini la logica del profitto classica, esattamente come UL o P&G o Nestlè, non è in alcun modo un progetto di charity, ma con una fondamentale differenza: pagati i costi, e il lavoro delle persone che ci lavorano, ogni singolo centesimo viene investito per finanziare un corrispondente progetto di aiuti ai paesi sottosviluppati.

Il profitto, cioè, leggete bene: viene integralmente utilizzato per finanziare progetti etici, secondo il modello per il quale un certo tipo di business (ad esempio l'acqua) va a finanziare un progetto avente il medesimo tema (portare l'acqua nei villaggi africani).

One Water, il primo progetto sviluppato da Duncan, è (lo dice la parola stessa) acqua.

Acqua acquistata e imbottigliata localmente nel paese in cui verrà venduta (l'acqua venduta in UK viene dal Galles, per esempio, e viene imbottigliata lì), etichettata con il brand One, i cui profitti vanno a finanziare le Playpumps, che sono una cosa semplicemente geniale.

Le Playpumps sono giostre per bambini.

Vengono installate nei villaggi africani, dove i bambini si divertono come matti girando e girando, e intanto il semplice movimento rotatorio pompa acqua dal sottosuolo. Geniale, appunto.

Ad oggi, Duncan ne ha comprate e installate oltre 300, cambiando la vita a migliaia di persone in Africa.


Duncan è alla costante ricerca di nuove idee di prodotto, da mettere in commercio per poi "scambiare" i profitti derivanti da esse con progetti in tema: ad oggi, One Vitamin Water (acqua vitaminizzata ai gusti di frutta) finanzia le Playpumps e la costruzione di orti in Africa, e One Condoms finanzia la lotta all'HIV (il 20% della popolazione africana contrae il virus).


Perciò, Silvio, usa il preservativo. Compra One Condoms anche tu.



Non posso trattenermi/2


Non fate storie, è luglio ed è almeno un mese che la questione, lo sapete benissimo, è nel mio retropensiero.

Dov'è Rumiz?

martedì 21 luglio 2009

A room with a view

If one had but a single glance to give the world, one should gaze on Istanbul.
Non so voi, ma qui è tutto un andirivieni.

Da domani mi trovate dalle parti di una certa terrazza, sulla quale si legge, si beve té, si amoreggia, si ascolta il muezzin all'alba e verso sera.

Questa.
Ah, la vita.

lunedì 13 luglio 2009

A one night stand

Sono tornata a casa, da Londra passando per Umbria Jazz.

Perugia in questi giorni è una città in festa e in musica, i gelati di Grom sono buonissimi, la voce e la chitarra di Tuck&Patty nella lounge dell'Arena Santa Giuliana fantastiche.
Il mitico hotel Brufani mi sa che non è cambiato da quando la mamma ci sostò in viaggio di nozze, dalle cortine di broccato giallo potrebbe spuntare il fantasma del palazzo da un momento all'altro, ma è pieno di musica dentro e fuori anche lui: drinks&dinner in music e palco nei giardini, piccolo cuore del festival.
Dal terrazzo mi si offrono come un regalo i tetti di coppi quasi rosa, e le colline umbre.
Sono qui per lavoro, ma torno a notte a piedi con le scale mobili, mi perdo nella folla e nella musica di corso Vannucci.
Sono sola, ed è lieve, e la capra suona il sax solo per me.

giovedì 9 luglio 2009

No rules, just results

Amo Londra.

Nonostante mi senta come se fossi in lavatrice, nonostante io sogni in inglese, e sia oramai dislessica in italiano, e nonostante Chiswick e i replacement bus e dieci ore ogni giorno di modelli di business in quindici differenti accenti.

Se siete a Londra, e attraversate quel posto incantato che è Covent Garden, o se attraversate il fiume sul Millennium bridge, o ve la spassate la domenica a Southbank o a Shoreditch, siete in uno dei posti più cool del pianeta.

Piccoli favori, in ordine sparso:

Genelle, che è una donna fantastica, e una meravigliosa coach

tutta la classe: Dan, Ita, Lee, Vicky, Erika, Stavros, Alan, Micke, Swantjie, Luis, Andrew, Neslihan e gli altri

Harrods, le ribs e i mango daiquiri da Giraffe con la capa Ginevra

il London Eye e gli occhi dell'uomo che pensa

so, what happended? e mind the gap e closing the doors-goin'up e oh, James!

l'erba di Green Park in una domenica d'estate

Pipilotti Rist al Southbank Centre

Topshop, and so on

i Turner e i Gainsborough alla Tate Britain

Waterstone's

fish and chips (and beer) al mio amato Thomas Cubitt

la nostalgia dell'Italia al Terminal 2 di Heathrow

la bloody freezing meeting room

cambiare punto di vista


Questa esperienza è difficile, e challenging, e scomoda, e mi fa toccare i miei limiti: culturali, linguistici, umani.