domenica 29 novembre 2009

Cuori attratti da stelle

This is life's sorrow:
That one can be happy where two are;
And our hearts are drawn to stars
Which want us not.
Spoon River, Herbert Marshall

E' da un pezzo che abbiamo lasciato da parte la conta dei defunti.
E' ora di riprendere l'elenco e di portarci dietro qualcuno che non era né uno scrittore né un poeta né un pittore famoso.
La capra si porta dentro questo inverno che arriva le sue tettone rifatte, e la pietà per una vita vissuta in un piccolo angolo di inferno che si era fatto molto, molto caldo, e infatti è morta carbonizzata in un seminterrato dalle parti della Flaminia Nuova.
Si chiamava Brenda.

giovedì 26 novembre 2009

Torino


Torino è una città reale.

Voglio dire una città da re; palazzi da nobili sabaudi, piazze di luci, boulevard da lungosenna, foliage da foto d'autore, ville in collina immerse in parchi secolari e misteriosi, una Parigi con sfondo di Alpi. E poi: la Gran Madre illuminata e misteriosa nella notte, e il Lingotto, le fabbriche dentro la città.
E Cavoretto che sembra Pontoise.

domenica 22 novembre 2009

Semplice abbondanza

Ci sono anni che fanno domande, e anni che rispondono.

Dite quello che volete, ma a me tra la fine di ottobre e l'inizio di novembre compare bella chiara e precisa la strada verso il Natale.


Sia il profumo dell'aria o delle caldarroste o dei camini per strada, sia la mia perniciosa tendenza alle carole e ai dischi di Natale, agli addobbi, a sperare che nevichi (quest'anno, per ora, non se ne parla: a Milano non fa per niente freddo, a Roma è praticamente estate), allo shopping prenatalizio a New York, Londra, Stoccolma (eh si, per la cronaca l'UCP ed io siamo di nuovo in partenza), ma anche Parigi, Roma o laqualsiasi basta che ci siano negozi e mercatini.

Sia il senso di gratitudine che mi pervade come Pollicino che segue le molliche, il weekend del Ringraziamento che incombe, o la scelta dell'albero e della ghirlanda per la porta, fatto sta: servono solamente due beni di prima necessità per il viaggio.

Tchai latte e Semplice Abbondanza.

Simple abundance di Sarah Ban Breathnach è uscito in edizione italiana da Corbaccio circa un secolo fa, nel 1995, e io ne possiedo una amatissima copia.
(Al momento non risulta su ibs, dunque deduco sia fuori collana: si trova invece in inglese, e per modica cifra. Vedi, studiare le lingue. Adesivo pubblicitario di scuola di lingue visto su un'auto davanti a me in coda: if you can read this, you have to thank on your English teacher. Io ho avuto come teacher quel gran lusso dell'amata The Lady, che ve lo dico a fare).

Per quanto ora voi miscredenti vi metterete a pensare che SA è uno di quei soliti libercoli americani un po' New Age per gonzi, così non è.

Da molti anni, e soprattutto in questo periodo, niente più di questo libro riesce a consolarmi, a darmi speranza ed energia, a farmi sentire la luce speciale dell'esistenza. Mi dà forza negli anni bui, e calore negli anni belli.
Mi fa pensare al Natale come ad una porta luminosa socchiusa verso il futuro.
Mi ha insegnato uno dei miei mantra preferiti, quello che vi ho regalato in epigrafe (considerate questo gioiellino il mio regalo di Natale di Tiffany, e non se ne parli più - ed evitate letterine pietose indirizzate a Wonnie - Polo Nord che tanto non attacca).

A dirvela proprio tutta, datemi SA, un sabato pomeriggio e una fetta di plumcake all'arancia e riesco ancora a sentirmi Jo March nella soffitta di casa, come quando da implume restavo a letto con l'influenza a leggere Piccole donne.

Quanto a Tchai Latte, l'ideale è andarselo a bere nel Lower East Side.
In alternativa, ma indubbiamente meno glamour, ordinatevi qualche bustina di Tazo Organic su Amazon, che è all'incirca la cosa più sensata una creatura possa fare con 4.65 USD.

Wish list -Mentre medito sulla letterina di Natale di quel santo-bambino-della-zia-sua (non è esattamente una lettera: c'è il titolo, tipo "letterina a Babbo Natale", e un elenco di Gormiti e Lego e robe varie, 13 cose, punto), ve lo dico: io vorrei il Fierce, e l'edizione completa della Alcott da Einaudi.

Si beve: vino novello, sidro e Laphroaig.
Soundtrack: Have yourself a merry little Christmas, i Coldplay.

domenica 15 novembre 2009

Non un posto più romantico al mondo

Non c'è posto più romantico al mondo delle sale di un aeroporto, ha scritto Alain de Botton.

Perchè non c'è storia: si vola per l'andare, o per il tornare a casa.
Per incontri casuali, o per qualcuno da incontrare.

Si è, quando lo si è, frequent flyer inside, e le millemiglia non c'entrano.

domenica 25 ottobre 2009

Beni primari(e)

Mentre preparo una cena ottobrina per l'UCP del mio cuore, le carbonnades à la flamande della Sigrid e il castagnaccio con la ricetta di mamma, nonna e bisnonna e su per li rami che nemmeno sotto tortura ve la scrivo, sarei tentata di andare a votare Bersani per le primarie del PD.
Delle quali sono senz'altro "utente finale" come dice Ghedini, ma che vorrei evitare di considerare "debolezza privata", come dice(va) Marrazzo.
Io vorrei Rosy Bindi alla segreteria, ma nel considerare che di questi tempi noi ragazze non siamo per niente di moda, altro che sex and the city, mi sento di avere una sola primaria aspettativa per così dire politica: che Pier Luigi non rubi, non sia nè corrotto nè corruttore, e addirittura che non vada né a puttane né a trans.

Edit: è finita che Bersani è il nuovo segretario del PD, sapesse davvero lasciarsi indietro le Binetti e i Rutelli, dicesse qualcosa di sinistra, proteggesse il proprio mondo, la politica e i cittadini tutti da orrori come la vicenda Marrazzo. Io ancora spero.

sabato 17 ottobre 2009

Tu, che sei parte di me

(e lasci fuochi
piccole tracce
per riportarmi a casa,
ultima luce,
ultima insegna accesa)

da lontano, dal rumore, appena prima di tornare

martedì 13 ottobre 2009

Festivàl


Just a gigolo
everywhere I go
people know the part
I'm playing

E' così che sta andando: che tutti inchiodano e pitturano e appendono e piallano e la tromba d'aria e il Comune che non autorizza e l'allacciamento dell'acqua no, e i film e il red carpet e i talents e James Ivory e Meryl. E le hostess, e il little black dress. E la Vespa, e il sole di Roma in ottobre, e la Corona e i Fonzies alle sette e il piano b e il piano c e vai piano con l'Ape.

Mi manca tanto l'UCP.

Edit: è finita davvero in tacchi a spillo e little black dress e clutch d'ordinanza sul red carpet di una freddissima sera romana.

Sì, avete capito bene: posso dirvelo, miei piccoli lettori, che davvero, vista da lì, la vita rulla, ma rulla molto?
(Nient'altro che piccoli favori, e capra a ridersela da qualche parte tra i teleobbiettivi.)