giovedì 19 febbraio 2009

Pòrtati via

Sarò anche fuori (dal mondo) di 'sti tempi, ma mi distraggo un attimo e ti scopro che è iniziato il festival di Sanremo.
Io vi lascio questa, di canzone, ma per ragioni strettamente personali.

In second'ordine, ve lo dico circa come gossip - ti scopro anche che Veltroni si è dimesso.

Ci ha messo un discorso di 45 minuti, di cui circa 40 veramente inutili.

In sintesi, no we can't.

E si era capito, Uolter, ma da mo' eh.

Me lo chiedevi un anno fa e te lo dicevo io, fossi passato a casa una sera a scusarti di tutto.

Il PD, oltre ad aver veramente rotto i maroni, sta al 25% dei consensi nei sondaggi, e io non ho più comprensione, nel senso che proprio non so più dove trovarla.

A fare il reggente c'è Franceschini (perbacco, adesso sì che abbiamo uno statista da sfoderare), e via tutti in costituente (ancora?), e via tutti alle primarie (di nuovo?), ma uno cosa deve pensare.

Notizia di oggi/1 Nel PD si sospetta un asse Bersani-Franceschini. (Capito? Loro fra di loro con loro e per loro - si sospettano a vicenda)

Notizia di oggi/2 Silvio voleva telefonare a Uolter, "ma poi gli è passata la voglia", e siccome uno solo resterà, ha già detto che farà fuori anche il prossimo segretario, come a birilli. Gli credo sulla parola.

Notizia di oggi/3 Secondo i sondaggi di Repubblica e Corriere, il nuovo segretario non deve essere uno di quelli che immaginiamo noi nelle nostre testoline, ma "uno nuovo". Immagino, a scelta - abbronzato, oppure con lunghe orecchie che escono da un cilindro.

Notizia (di lunedì)/4 Renato Soru domenica ha perso l'elezione a governatore della Sardegna, e invece di questo grandemente mi rammarico.

Inutile dire che non ce la posso fare, no no.

Quanto a Uolter, adesso può dividersi tra l'Africa e il Lower East Side.
Io preferirei francamente che il Lower restasse incontaminato, ma capisco, capisco.

venerdì 13 febbraio 2009

Le cose che pensano

Trascuro la capra, lo so.

La trascuro perchè vorrei scrivere di nuovo di Eluana Englaro (avevo scritto qui e qui), ma quello che volevo dire sta già scritto qui, amen.

La trascuro per via di certi sogni che ho sognato e perchè piove e nevica e fa freddissimo ma qui è primavera in anticipo, per i Negroni in giro, per le sere a teatro, per Milano che a volte è generosa.

La trascuro per Sean Penn, che è un incanto in Milk.
La trascuro per camminare in campagna, che la domenica mattina il fiume sembra un dipinto di Ruisdael.
E, se considerate che a me fa impressione l'erba, lo capite da soli ecc ecc

La trascuro e probabilmente diventerò anche ignorante di ritorno, ché non tocco un libro da Natale, e la biografia di Elisabetta I giace miseramente in fondo alla solita valigia.
La trascuro perchè domani lavoro (ah, gli eventi: mestiere ingrato che si fa la sera e nei weekend).
La trascuro perchè pare che da queste parti, la notte, non si dorme - e nemmeno si scrive però.
La trascuro in realtà perchè - delle molte cose che mi sono accadute nelle ultime settimane - nessuna mi va di raccontarla, essendo che sono cavoli miei e voi piccoli lettori fatevene una ragione, amen.

Edit
Non credo di avervi mai linkato questo dialogo, da cui insomma è nata la capra, perciò ve lo metto qui ora.
Anna Scott: I can't believe you have that picture on your wall.
William: You like Chagall?
Anna Scott: I do. It feels like how being in love should be. Floating through a dark blue sky.
William: With a goat playing the violin.
Anna Scott: Yes - happiness isn't happiness without a violin-playing goat


Cosa resta se si sottraggono i discorsi, e il sesso, e le risate e i dubbi e la paura e il futuro di cui parla Giovanni? Resta l'ombra calda della felicità, restano le cose che pensano, e - sospetto - l'amore.

domenica 1 febbraio 2009

Del come l'amore va a onde

Del guardare a pezzi e della distanza dalla quale si vede meglio, del movimento controluce, del sonno e dei risvegli, del tempo misurato con l'amore e dell'amore misurato col tempo, dei saperi e degli immaginari, del prima, del più tardi, del forse, dei sogni sui libri, e di tutti i film, delle cose che si sapevano già e di tutte quelle da dire, del fermarsi a tanto così e da quale parte stare, della paura e dello stupore e delle cose che rullano, della prudenza e degli estremi, del cibo, del vino e del fumo.

Dell'andare sapendo di voler tornare, del come l'amore va a onde.



Credits
osteria (con camere?), interno giorno, sabato in gennaio