Questo post è per femmine.
Trascorrerete un'adorabile ora sfogliando "La parigina", manualetto rosso di chic e allure pubblicato ora in Italia da Ines de la Fressange (l'editore è Ippocampo).
Per essere precisa, io ho deciso di investirci un po' del buono di Feltrinelli regalo natalizio dell'Agenzia, che di solito spendo allegramente in sciocchezzuole simili, tipo il libri di Jamie Oliver o di Nigella, a mo' di coccola o del genere quello-che-non-compreresti-mai-ma-vorresti-segretamente-ricevere, o in altrettanto frivoli regali: voi invece siate saggi, e compratevelo da quei signori meritevoli di amazon.it (con lo sconto del 30%), o fatevelo regalare buttando via il residuo pudore che vi imponeva di chiedere invece i Buddenbrook con testo tedesco a fronte.
Insomma, il libro è carino proprio, e dice esattamente quelle cose che le ragazze amano sentire (e leggere), del tipo che una borsa firmata è per sempre, che il tubino nero fa sembrare subito Audrey Hepburn in Breakfast at Tiffany's, che un paio di Porselli (ballerine, per voi maschi che lurkate indebitamente il post per femmine) non si nega a nessuno, che il fondotinta invecchia e che il vero chic è mixare H&M e Balenciaga.
E poi via di foto outfit, e via di preziosi siti internet e di indirizzi di adorabili piccole boutique situate tra il primo e il sesto (arrondissement), beate loro.
Il minimo è che mi è venuta voglia di farvi sapere cosa c'è nel mio, di beauty case, e di condividere con voi certi indirizzi must che una ragazza di Milano non può non conoscere, MA mi trattengo (ve l'avevo detto che questo post è per femmine, non è colpa mia se leggete!).
Lo capite da soli che è stato un bel momento, tra la depressione dell'urna (elettorale, le liste non si potevano vedere) e l'attesa dei risultati medesimi.
In Agenzia, tra l'altro - è un pezzo che non ve ne parlo - non si dorme più.
blackberry - mail - ore 4.32 am
from: Metafora, (semi)nuovo amministratore delegato
to: una serie di persone
cc: un'altra serie di persone
RE: mi scuso tanto per l'ora, ma circa le analisi del target volevo solo aggiungere che...
(seguono 20 righe di elucubrazioni)
blackberry - mail - ore 6.28 am
from: l'amato M.
to: la vostra wonnie
cc: nessuno
Subject: scusa lo scarso preavviso wonnie ma volevo dirti che alle 10 stamattina vediamo un nuovo cliente se sei in agenzia potresti esserci anche tu, ciao e grazie M.
(così, tutto scritto nel titolo)
conversazione - ore 21 circa (giorno lavorativo)
Wonnie: stanotte Metafora ha scritto alle 4 e 32
Capa Ginevra (continuando a battere sulla tastiera e senza alzare la testa): eh, lo sai che soffre di insonnia
Wonnie: si, e M. stamattina alle 6.28 per il new business
Capa Ginevra (sempre più cupa, mi ricorda tanto il Crotalo): eh, lo sai che va a correre presto la mattina
Wonnie: quindi non si usa più dormire qui?
Capa Ginevra: diciamo che c'è circa un'ora di buono.
Possiamo farcela, noi della capra, forniti come siamo del nostro nuovo gloss YSL.
Edit: lanciate coriandoli, miei piccoli lettori, suonate il corno svizzero, mettete su Haendel: la capra ha appena compiuto tre anni, e noi (ancora) l'amiamo.
lunedì 16 maggio 2011
Wake up, make up, dress up
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M.,
Metafora
sabato 7 maggio 2011
Innamorarsi di tutto
La mostra su Fabrizio De André alla Rotonda della Besana è la cosa più bella, commovente, stupefacente e felice che io abbia visto da molto, moltissimo tempo.
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venerdì 15 aprile 2011
Marmellata di arance
a Laura
Capita raramente, per non dire quasi mai, almeno a me, che per lavoro si incontrino persone che, dopo un po', vorresti facessero parte della tua vita.
Che se solo non abitassero troppo, troppo lontano, vorresti andarci a bere l'aperitivo dopo il lavoro, o chessò a fare shopping, o al mare nel weekend.
Che vorresti chiacchierarci di amori e dolori cucinando un sabato pomeriggio, bevendo del rosso in attesa che sia ora di cena.
Ecco, Laura è così. Una che coi suoi irresisitibili sorrisi, a me ristabilisce la giornata.
Una la cui marmellata di arance, diciamolo, ti rimette al mondo.
Come omaggio a lei, che oggi è venuta a trovarci a Milano portando l'allegria, al suo delizioso blog di vita e ricette, al suo sguardo trasparente, e già che ci siamo in generale nella vita agli amori in circolo, c'è solo una cosa da fare: il bread and butter.
Mescolate mezzo litro tra panna fresca e latte con i semini tolti da un baccello di vaniglia, e scaldate fino all'inizio dell'ebollizione.
(Io ci metto anche il baccello, perchè mi fa poesia, ma qui dipende da quanto siete poetici voi, non c'è una regola precisa: seguite il sentimento.)
Montate con le fruste 4 tuorli e 150 grammi di zucchero (anche di canna, grezzo, che è elegantissimo), e versateci a filo il latte caldo, mescolando.
Fine della poesia, togliete il baccello della vaniglia.
Imburrate una terrina da forno con un burro buonissimo e fresco, e sistemateci del pane raffermo privato della crosta, tagliato a fette e imburrato a sua volta . Fate uno strato di pane, sopra sistemateci dell'uvetta (quella bionda, dai chicchi grandi e morbidi, ammollata in qualcosa di abbastanza sontuoso tipo Martell o Laphroig), e un altro strato di pane a fette imburrato.
Versate la crema sopra tutto, aspettate una mezz'ora, cospargete di zucchero e infornate a 180° per una ventina di minuti o finché é dorato a dovere.
Il bread and butter indimenticabile: quello servito a colazione al Ciragan Palace, Istambul.
Insieme alla piscina a sfioro, dalla quale vi sembrerà di essere immersi nel Bosforo, e ai cargo che portano destini perduti attraversando lo stretto e andandosi a perdere in posti che nemmeno hanno un nome.
Ha scritto Alvaro Mutis, "spesso la vita impone certi regolamenti di conti che non è consigliabile ignorare: una sorta di bilancio che essa presenta a ciascuno di noi perchè non ci si smarrisca nel mondo dei sogni e della fantasia, e sappia tornare alla calda sequenza quotidiana del tempo in cui realmente si compie il nostro destino".
Credits
L'ingrediente segreto della marmellata di arance di Laura è il whisky.
"L'ultimo scalo del Tramp Steamer" di Alvaro Mutis è pubblicato da Adelphi.
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giovedì 14 aprile 2011
Meraviglie
La conferenza stampa di Interni nell'Aula Magna dell'Università Statale, Philippe Daverio racconta di vuoti e pieni e marmi e legni insieme a Mario Botta, a Richard Meier, a Carlo Colombo, a Michele De Lucchi, a Gwenael Nicolas.
Passeggiare nei cortili sotto il sole caldo, tra le installazioni bellissime.
Scappare all'ora di pranzo a Villa Necchi a vedere le grafiche.
Qui è stato girato Io sono l'amore, ed è il posto più viscontiano che abbia visto di recente.
Andare a trovare gli amici che installano in Area Tortona.
Che meraviglia, la design week.
Credits
Mutant Architecture&Design, cortili della Statale, via Festa del Perdono (andateci di sera, datemi retta)
La mano del grafico, Villa Necchi Campiglio, via Mozart (andateci di giorno, la sera è chiuso)
Io sono l'amore del regista Luca Guadagnini, con una meravigliosa Tilda Swinton, 2009 (su Sky cinema)
Passeggiare nei cortili sotto il sole caldo, tra le installazioni bellissime.
Scappare all'ora di pranzo a Villa Necchi a vedere le grafiche.
Qui è stato girato Io sono l'amore, ed è il posto più viscontiano che abbia visto di recente.
Andare a trovare gli amici che installano in Area Tortona.
Che meraviglia, la design week.
Credits
Mutant Architecture&Design, cortili della Statale, via Festa del Perdono (andateci di sera, datemi retta)
La mano del grafico, Villa Necchi Campiglio, via Mozart (andateci di giorno, la sera è chiuso)
Io sono l'amore del regista Luca Guadagnini, con una meravigliosa Tilda Swinton, 2009 (su Sky cinema)
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lunedì 4 aprile 2011
Sassi
Sono solo stasera senza di te,
mi hai lasciato da solo davanti al cielo
e non so leggere, vienimi a prendere
mi riconosci ho le tasche piene di sassi..
..mi riconosci ho le scarpe piene di passi,
la faccia piena di schiaffi,
il cuore pieno di battiti
e gli occhi pieni di te.
mi hai lasciato da solo davanti al cielo
e non so leggere, vienimi a prendere
mi riconosci ho le tasche piene di sassi..
..mi riconosci ho le scarpe piene di passi,
la faccia piena di schiaffi,
il cuore pieno di battiti
e gli occhi pieni di te.
Credit Le tasche piene di sassi di Lorenzo Cherubini fa parte del CD Ora, 2011
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giovedì 24 marzo 2011
Undici

Questa l'avete sentita ovunque ultimamente, e la capra non si sottrae: 10 cose per le quali vale la pena vivere, in ordine sparso. La capra che suona il violino, nel caso siate distratti e non ve ne foste accorti, le contiene tutte.
1) partire per un viaggio lungo in aereo
2) guardare i gabbiani che si inseguono tra i minareti da una terrazza di Sultanhamet la sera d'estate, lo scialle leggero dei viaggi e una tazza di the
3) la nomination ad un premio internazionale importante per il lavoro
4) avere un appuntamento amoroso fisso con la Starry night di van Gogh, e ogni volta lo stesso tuffo al cuore
5) guidare piano in autostrada in una notte tersa, ascoltando Mina
6) la neve quando è tantissima, tanta da costringerti a cambiare programmi
7) avere nel cuore e nella testa l'esempio civile di Giovanni Falcone
8) tenere addosso Mati appena nato, profumato e tiepido come una stufetta
9) la voce di Fabrizio De Andre' che canta la canzone dell'amore perduto
10) non arrendersi proprio quando vorresti arrenderti
11) ...questa me la tengo per me, e a voi amici della capra la racconto sì, ma non adesso.

Credit Grazie per le adorabili foto alle BusyB's.
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sabato 12 marzo 2011
No reasons, no way out
Poi, ci sono cose che non sono trattabili.
"... per come la vedo io è esattamente come l'amore. C'è una persona. Che ti manda ai matti, spesso ti irrita, per lunghi periodi ti ossessiona. Ma è la persona da cui vuoi tornare, la sola. L'unica che ti manca quando atterri e l'aeroporto è soltanto una stanza piena di sconosciuti."
(Gabriele Romagnoli, in gennaio per Vanity Fair - qui)
"... per come la vedo io è esattamente come l'amore. C'è una persona. Che ti manda ai matti, spesso ti irrita, per lunghi periodi ti ossessiona. Ma è la persona da cui vuoi tornare, la sola. L'unica che ti manca quando atterri e l'aeroporto è soltanto una stanza piena di sconosciuti."
(Gabriele Romagnoli, in gennaio per Vanity Fair - qui)
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