L'Auditorium di Roma, progettato da Renzo Piano, è bellissimo e pieno di scale.
Il Porto Antico di Genova, progettato da Renzo Piano, è meraviglioso.
La sede de IlSole24Ore, a Milano, progettata da Renzo Piano, è un magnifico edificio pieno di luce.
A Firenze c'è una antica chiesa a torre, anch'essa piena di scale, progettata circa verso il 1290 da Arnolfo di Cambio. Il salone a colonne all'ultimo piano offre una vista da ricchi sulla città e le colline.
Dall'alto delle Calanques, vicino a Marsiglia, la vista è di gran lusso, e profumata di macchia mediterranea.
Sono grata allo straordinario talento di Renzo Piano.
A un certo signore con il quale anni fa, in effetti, si giocava alle costruzioni, per un pranzo fiorentino.
Al taxista che mi ha lasciata all'angolo tra via del Corso e largo Augusto Imperatore, ai passi lenti in via Condotti e all'aria rosa di Roma.
A una valle nascosta dell'entroterra ligure dove batte il cuore di un uomo che amo.
Sono grata ai viaggi, tutti, e ai compagni di viaggio.
Piccoli favori, la capra va, amici miei.
mercoledì 15 aprile 2009
Costruzioni
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lunedì 23 marzo 2009
Nessuna notizia
No man is an island, entire of itself;
every man is a piece of the continent, a part of the main.
If a clod be washed away by the sea,
Europe is the less,
as well as if a promontory were,
as well as if a manor of thy friends
or of thine own were.
Any man's death diminishes me,
because I am involved in mankind.
And therefore never send to know for whom the bell tolls: it tolls for thee.
Non ho niente da scrivere - questa è la verità.
Comunque, niente di vagamente paragonabile a John Donne qui sopra.
Avviene che c'è un momento, forse, in cui una persona quasi miracolosamente si compie.
Prima forse aspetta, scava, guadagna terreno per anni, metro a metro, senza sapere realmente cosa accidenti stia facendo.
E corre, rischia la notte e la solitudine e occhi e aerei e treni che scappano via. Corre sempre, vede, pensa a restare viva, a volte oltre il ragionevole.
Infine, senza un luogo e un senso e un movimento precisi, il deserto che era fuori e dentro, allora in un istante fiorisce.
Così, dove non si sapeva di andare, si è; e dove non si sapeva di avere talento, si sa di averlo, come di avere due mani; e anche gli altri, dove non vedevano, sanno; e si è un luogo, finalmente; e posti e persone cui non si sapeva di appartenere, diventano all'improvviso casa; e in stanze buie e fredde dove non si contava più di entrare, si aprono le finestre per le pulizie di primavera; e si intuisce di non essere lì da soli, e di desiderare proprio quella compagnia.
La chèvre c'est moi.
Le lacrime, e i passi e le ombre, miei.
Ma il violino, en fin, è il mio.
every man is a piece of the continent, a part of the main.
If a clod be washed away by the sea,
Europe is the less,
as well as if a promontory were,
as well as if a manor of thy friends
or of thine own were.
Any man's death diminishes me,
because I am involved in mankind.
And therefore never send to know for whom the bell tolls: it tolls for thee.
Non ho niente da scrivere - questa è la verità.
Comunque, niente di vagamente paragonabile a John Donne qui sopra.
Avviene che c'è un momento, forse, in cui una persona quasi miracolosamente si compie.
Prima forse aspetta, scava, guadagna terreno per anni, metro a metro, senza sapere realmente cosa accidenti stia facendo.
E corre, rischia la notte e la solitudine e occhi e aerei e treni che scappano via. Corre sempre, vede, pensa a restare viva, a volte oltre il ragionevole.
Infine, senza un luogo e un senso e un movimento precisi, il deserto che era fuori e dentro, allora in un istante fiorisce.
Così, dove non si sapeva di andare, si è; e dove non si sapeva di avere talento, si sa di averlo, come di avere due mani; e anche gli altri, dove non vedevano, sanno; e si è un luogo, finalmente; e posti e persone cui non si sapeva di appartenere, diventano all'improvviso casa; e in stanze buie e fredde dove non si contava più di entrare, si aprono le finestre per le pulizie di primavera; e si intuisce di non essere lì da soli, e di desiderare proprio quella compagnia.
La chèvre c'est moi.
Le lacrime, e i passi e le ombre, miei.
Ma il violino, en fin, è il mio.
giovedì 12 marzo 2009
Uno spirito artistico
Non ci crederete mai, miei piccoli lettori, ma qui sono scattate le pulizie di primavera.
A partire da casa, ovviamente, e vi doveste domandare quando mai ciò accada, la risposta può essere una sola: le faccio di notte.
Escluso durante la settimana, che in generale non sono a casa, esclusi i weekend che ho decisamente di meglio da fare, lo capite da voi che non restava altra soluzione.
Ho persino messo in ordine il mio ufficio, subito dopo che in uno sguardo alla scrivania mi sono vergognata del casino.
Non per altro, dovessero per caso passare il Rude o - peggio - M. che è un precisino.
E guardate che ho trovato, liberando la scrivania da circa sei strati di progetti di varie epoche, morti semimorti ongoing, riviste trade, vecchi numeri di Vanity Fair, ritagli e strappi.
Per vivere a lungo in due bisogna avere uno spirito artistico e non cedere a quella concezione così diffusa che intende la libertà come revocabilità di tutte le scelte, perchè là dove un amico, un amante, una moglie, un marito, al pari degli oggetti, diventano intercambiabili appena l'insorgere di una passione li trascina verso altri lidi, là dove la decisione non comporta effetti irrevocabili, non muta il corso delle cose, non produce eventi che possono essere anche irreversibili, non si costruisce alcuna biografia, non si scopre nulla di sè e tanto meno dell'altro, ma soprattutto si scambia la libertà di scelta con una vera e propria astensione dalla scelta.
Questo sopra e sotto è Umberto Galimberti su passione e fedeltà.
(...) questo genere di amore non si alimenta in quell'evasione dal mondo tipico della passione, ma assume un impegno nel mondo, non per una decisione di fedeltà, che di per sè non è un valore, ma perchè non c'è creazione che non insista sull'opera, come ogni artista sa quando nell'opera che sta creando vede il riflesso e l'espressione di sè.
Medito, medito.
A partire da casa, ovviamente, e vi doveste domandare quando mai ciò accada, la risposta può essere una sola: le faccio di notte.
Escluso durante la settimana, che in generale non sono a casa, esclusi i weekend che ho decisamente di meglio da fare, lo capite da voi che non restava altra soluzione.
Ho persino messo in ordine il mio ufficio, subito dopo che in uno sguardo alla scrivania mi sono vergognata del casino.
Non per altro, dovessero per caso passare il Rude o - peggio - M. che è un precisino.
E guardate che ho trovato, liberando la scrivania da circa sei strati di progetti di varie epoche, morti semimorti ongoing, riviste trade, vecchi numeri di Vanity Fair, ritagli e strappi.
Per vivere a lungo in due bisogna avere uno spirito artistico e non cedere a quella concezione così diffusa che intende la libertà come revocabilità di tutte le scelte, perchè là dove un amico, un amante, una moglie, un marito, al pari degli oggetti, diventano intercambiabili appena l'insorgere di una passione li trascina verso altri lidi, là dove la decisione non comporta effetti irrevocabili, non muta il corso delle cose, non produce eventi che possono essere anche irreversibili, non si costruisce alcuna biografia, non si scopre nulla di sè e tanto meno dell'altro, ma soprattutto si scambia la libertà di scelta con una vera e propria astensione dalla scelta.
Questo sopra e sotto è Umberto Galimberti su passione e fedeltà.
(...) questo genere di amore non si alimenta in quell'evasione dal mondo tipico della passione, ma assume un impegno nel mondo, non per una decisione di fedeltà, che di per sè non è un valore, ma perchè non c'è creazione che non insista sull'opera, come ogni artista sa quando nell'opera che sta creando vede il riflesso e l'espressione di sè.
Medito, medito.
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venerdì 6 marzo 2009
Il mio letto è una nave
E' così deliziosa questa traduzione italiana di Roberto Mussapi che ve la posto qui al posto dell'originale (inglese).
Mi è tornata in mente perchè - per dire e non dire con quell'anima santa di Marcel Proust - longtemps, je me suis couché de bonne heure.
Vien facile che o uno si mette a letto e scrive (2000 pagine), o l'unica cosa da fare è salpare.
Il mio letto è come un veliero:
Cummy alla sera mi aiuta a imbarcare,
mi veste con panni da nocchiero
e poi nel buio mi vede salpare.
Di notte navigo e intanto saluto
tutti gli amici che attendono al molo,
poi chiudo gli occhi e tutto è perduto
non vedo e sento più, navigo solo.
E a volte mi porto a letto qualcosa,
come ogni buon marinaio deve fare,
a volte una fetta di torta cremosa,
a volte balocchi per giocare.
Navigo tutta la notte come in volo,
ma quando infine il giorno è ritornato
salvo nella mia stanza, accanto al molo
il mio veliero è di nuovo attraccato.
Doveste domandarvelo, non navighiamo sole, la capra ed io.
Mi è tornata in mente perchè - per dire e non dire con quell'anima santa di Marcel Proust - longtemps, je me suis couché de bonne heure.
Vien facile che o uno si mette a letto e scrive (2000 pagine), o l'unica cosa da fare è salpare.
E' Stevenson - che era un tipo mezzo scozzese e mezzo francese, con una moglie americana e amante dei viaggi, nato a Edimburgo e morto a Samoa (appunto), a 44 anni, nel 1894. Era, come si nota, cagionevole.
No Robert Louis, no Isola (del tesoro), nè Dottor Jeckyll, né Master of Ballantrae.
E nemmeno questa.
Il mio letto è come un veliero:
Cummy alla sera mi aiuta a imbarcare,
mi veste con panni da nocchiero
e poi nel buio mi vede salpare.
Di notte navigo e intanto saluto
tutti gli amici che attendono al molo,
poi chiudo gli occhi e tutto è perduto
non vedo e sento più, navigo solo.
E a volte mi porto a letto qualcosa,
come ogni buon marinaio deve fare,
a volte una fetta di torta cremosa,
a volte balocchi per giocare.
Navigo tutta la notte come in volo,
ma quando infine il giorno è ritornato
salvo nella mia stanza, accanto al molo
il mio veliero è di nuovo attraccato.
Doveste domandarvelo, non navighiamo sole, la capra ed io.
giovedì 19 febbraio 2009
Pòrtati via
Sarò anche fuori (dal mondo) di 'sti tempi, ma mi distraggo un attimo e ti scopro che è iniziato il festival di Sanremo.
Io vi lascio questa, di canzone, ma per ragioni strettamente personali.
In second'ordine, ve lo dico circa come gossip - ti scopro anche che Veltroni si è dimesso.
Ci ha messo un discorso di 45 minuti, di cui circa 40 veramente inutili.
In sintesi, no we can't.
E si era capito, Uolter, ma da mo' eh.
Me lo chiedevi un anno fa e te lo dicevo io, fossi passato a casa una sera a scusarti di tutto.
Il PD, oltre ad aver veramente rotto i maroni, sta al 25% dei consensi nei sondaggi, e io non ho più comprensione, nel senso che proprio non so più dove trovarla.
A fare il reggente c'è Franceschini (perbacco, adesso sì che abbiamo uno statista da sfoderare), e via tutti in costituente (ancora?), e via tutti alle primarie (di nuovo?), ma uno cosa deve pensare.
Notizia di oggi/1 Nel PD si sospetta un asse Bersani-Franceschini. (Capito? Loro fra di loro con loro e per loro - si sospettano a vicenda)
Notizia di oggi/2 Silvio voleva telefonare a Uolter, "ma poi gli è passata la voglia", e siccome uno solo resterà, ha già detto che farà fuori anche il prossimo segretario, come a birilli. Gli credo sulla parola.
Notizia di oggi/3 Secondo i sondaggi di Repubblica e Corriere, il nuovo segretario non deve essere uno di quelli che immaginiamo noi nelle nostre testoline, ma "uno nuovo". Immagino, a scelta - abbronzato, oppure con lunghe orecchie che escono da un cilindro.
Notizia (di lunedì)/4 Renato Soru domenica ha perso l'elezione a governatore della Sardegna, e invece di questo grandemente mi rammarico.
Inutile dire che non ce la posso fare, no no.
Quanto a Uolter, adesso può dividersi tra l'Africa e il Lower East Side.
Io preferirei francamente che il Lower restasse incontaminato, ma capisco, capisco.
venerdì 13 febbraio 2009
Le cose che pensano
Trascuro la capra, lo so.
La trascuro per Sean Penn, che è un incanto in Milk.
La trascuro per camminare in campagna, che la domenica mattina il fiume sembra un dipinto di Ruisdael.
E, se considerate che a me fa impressione l'erba, lo capite da soli ecc ecc

La trascuro e probabilmente diventerò anche ignorante di ritorno, ché non tocco un libro da Natale, e la biografia di Elisabetta I giace miseramente in fondo alla solita valigia.
La trascuro perchè domani lavoro (ah, gli eventi: mestiere ingrato che si fa la sera e nei weekend).
La trascuro perchè pare che da queste parti, la notte, non si dorme - e nemmeno si scrive però.
La trascuro perchè vorrei scrivere di nuovo di Eluana Englaro (avevo scritto qui e qui), ma quello che volevo dire sta già scritto qui, amen.
La trascuro per via di certi sogni che ho sognato e perchè piove e nevica e fa freddissimo ma qui è primavera in anticipo, per i Negroni in giro, per le sere a teatro, per Milano che a volte è generosa.
La trascuro per Sean Penn, che è un incanto in Milk.
La trascuro per camminare in campagna, che la domenica mattina il fiume sembra un dipinto di Ruisdael.
E, se considerate che a me fa impressione l'erba, lo capite da soli ecc ecc

La trascuro e probabilmente diventerò anche ignorante di ritorno, ché non tocco un libro da Natale, e la biografia di Elisabetta I giace miseramente in fondo alla solita valigia.
La trascuro perchè domani lavoro (ah, gli eventi: mestiere ingrato che si fa la sera e nei weekend).
La trascuro perchè pare che da queste parti, la notte, non si dorme - e nemmeno si scrive però.
La trascuro in realtà perchè - delle molte cose che mi sono accadute nelle ultime settimane - nessuna mi va di raccontarla, essendo che sono cavoli miei e voi piccoli lettori fatevene una ragione, amen.
Edit
Non credo di avervi mai linkato questo dialogo, da cui insomma è nata la capra, perciò ve lo metto qui ora.
Anna Scott: I can't believe you have that picture on your wall.
William: You like Chagall?
Anna Scott: I do. It feels like how being in love should be. Floating through a dark blue sky.
William: With a goat playing the violin.
Anna Scott: Yes - happiness isn't happiness without a violin-playing goat
Cosa resta se si sottraggono i discorsi, e il sesso, e le risate e i dubbi e la paura e il futuro di cui parla Giovanni? Resta l'ombra calda della felicità, restano le cose che pensano, e - sospetto - l'amore.
domenica 1 febbraio 2009
Del come l'amore va a onde
Del guardare a pezzi e della distanza dalla quale si vede meglio, del movimento controluce, del sonno e dei risvegli, del tempo misurato con l'amore e dell'amore misurato col tempo, dei saperi e degli immaginari, del prima, del più tardi, del forse, dei sogni sui libri, e di tutti i film, delle cose che si sapevano già e di tutte quelle da dire, del fermarsi a tanto così e da quale parte stare, della paura e dello stupore e delle cose che rullano, della prudenza e degli estremi, del cibo, del vino e del fumo.
Dell'andare sapendo di voler tornare, del come l'amore va a onde.

Credits
osteria (con camere?), interno giorno, sabato in gennaio
Dell'andare sapendo di voler tornare, del come l'amore va a onde.

Credits
osteria (con camere?), interno giorno, sabato in gennaio
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